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Archive for marzo 2009

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Eccomi qui, anche stamattina, di nuovo in rete cercando di far luce sui prossimi passi.

ho trovato questo post  interessante scritto da Stefano Besana .

Nel post vengono enunciati tre modi per analizzare le conversazioni ovvero –

  • l’analisi delle reti sociali (vedi anche Simone Gabbriellini su SNA, oppure questo articolo pubblicato da Eccellere – un’intervista a Carlo Mazzucchelli, fondatore di ComplexLab  – in cui viene citata anche l’INSNA) – incomncia ad aprirsi per me tutto uno scenario relativo al data mining e ai software di analisi !
  • l’analisi delle comunità online (monitorando opinioni e spostamenti degli utenti in rete attraverso i cookies – anche qui dovrebbero essere stati prodotti software appositi)
  • l’etnografia digitale (attraverso il lurking e/o l’osservazione partecipante)

continuo la mia ricerca dopo il pranzo…ho bisogno di zuccheri a quest’ora!!

se da qualche parte arrivano suggerimenti…

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Inizio stasera a rendermi conto di come si dovrà sviluppare la mia tesi di laurea.

Il mio intento è quello di sviluppare una ricerca realmente utile sulle conversazioni online, ovvero su come un pubblico specifico- una community di utenti- che devo ancora individuare (voglio scegliere un segmento strategico di mercato) parla e scambia opinoni online su prodotti/servizi offerti dai brand presenti sul mercato.

Individuare un segmento di utenti è davvero difficile, soprattutto perchè il segmento è ormai del tutto trasversale – non esistono fasce socio-demografiche delimitate, nè tantomeno è possibile procedere ad un campionamento che prenda in considerazione variabili specifiche. Gli utenti nel web sono eterogenei e aggregati solo per interessi e passioni – grazie alle community.

e non solo. per procedere ad una ricerca etnografica avrò bisogno di utilizzare strumenti di web analytics e molto più probabilmente dovrò procedere anche attraverso l’osservazione partecipante.

e una volta ottenute una serie di informazioni, dovrò aggregarle e correlarle secondo criteri specifici, cercando di semplificare la mole di dati – opinioni, modalità di utilizzo dei social media, reti sociali – per rendere comprensibili e spendibili i risultati.

Non nascondo che un brivido mi corre lungo la schiena….

da dove inizio?

sicuramente ho bisogno di trovare altre ricerche già compiute da altri ricercatori e cercare di comprendere quale metodologia  è più adatta ale mie esigenze e soprattutto quale è la più attendibile!

pronti, partenza, via!

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Vi propongo una serie di appunti presi durante una lezione di Mauro Lupi, presidente di ADMaiora e vice-presidente di IAB Italia

(appena ho un attimo di tempo – modifico il post ordinandolo e rendendolo più organico)

VALORIZZAZIONE DEI DIGITAL ASSETS

Come ci si guadagna i link? i link sono la moneta di scambio della rete

Per risultare rilevante nel web posso fare ben poco da solo – oltre l’acquisto della pubblicità

HO BISOGNO DI LINK

 

La crescita del search continuerà rispetto a tutti gli strumenti, infatti mentre tutti gli altri media regrediscono, il SEARCH vede una crescita del 13% nel 2009 in italia (vale + di 1/3 dei fatturati in italia- vale il 33% in altri paesi vale circa il 50%)

KEYWORD SEARCH /ADVERTISING

in funzione delle parole chiave

più spesso al motore di ricerca diamo degli argomenti, dei contenuti

IL SEM (SEARCH ENGINE MARKETING) comprende:

  • OTTIMIZZAZIONE DEI SITI (SEO – search engine optimization)
  • PAID SEARCH

dopo la posta elettronica, i motori di ricerca sono i luoghi dove si accede più frequentemente sul web :  cresce la quota che arriva dai social network (come segnalazione link dei siti che non si conoscono)

Un fenomeno estremamente rilevante è L’INFO-COMMERCE (dati ANEE/ASSINFORM) cioè l’attidudine dei consumatori ad  informarsi online sui prodotti da acquistare – questo processo inizia sui motori di ricerca  (che influenza dunque il processo di acquisto)

Gli utenti danno molta fiducia ai motori (i risultati sono considerati consigli utili + i brand noti atirano più favorevolmente i link) quindi se un’azienda è ai primi posti (tra i risultati) è leader nel settore

CONVERSION RATE COMPARISON OF SEARCH – DISPLAY and COMBINED

  • display click only – il banner (1.0x) il 99,7% delle persone che guardano il banner non ci cliccano su, ma servono per il ricordo e per l’associazione di valore alla marca)

  • search click only (3.3x)

  • SEARCH CLICK + DISPLAY IMPRESSIONS (4.0x)

 

il search è uno strumento che l’azienda usa, ma è anche un’arma a disposizione del consumatore

quindi la migliore strategia è mettersi al servizio degli utenti – agevolare la ricerca

Per la prima volta la pubblicità è strettamente legate agli interssi delle persone

 

Per ogni euro speso online ce ne sono almeno 10 che vengono spesi offline ma influenzati dalla rete

Ormai la rete inizia ad essere canale principale nella decisione d’acquisto

es. il comparto delle auto – CASE STUDY: Autoblog (2milioni e mezzo di visitatori/mese)

In rete le aziende si promuovono, fanno pubblicità, stimolano l’intenzione d’acquisto, e le opinioni si formano attraverso il passaparola

 

 

VIRGILIO E GOOGLE hanno un accordo per l’utilizzo dei database comuni

google ha avuto il suo vero lancio quando yahoo (che aveva il 65% dello share negli usa) non aveva la funzione di search libero e implementò la strategia di google

 

TOP BRANDS

  • google search – search &sponsored link per virgilio, libero, tiscali, repubblica/kataweb + Sponsored link per migliaia di siti

  • alice search

  • libero search

  • MSN search – microsoft live – search per facebook

  • YAHOO search – Sponsored link per microsoft Live /msn

  • RCS /L’ESPRESSO (network di contextual search)

 

chiunque ha un sito può richiedere di ospitare gli inserzionisti di google

Uno dei trend interessanti da aalizzare è l’adv su facebook compreso il search (viene gfestito da microsoft)

Se proviamo a fare una query, la pagina di risultati conterrà:

STANDARD (ORGANIC RESULTS) + SPONSORED LINK (se quella keyword è abbastanza gettonata, google crea le posizioni in alto “premium” (max 4) secondo un algoritmo che segnala il migliore)

La posizione degli sponsored link può variare inavvertitamente , poichè  alcuni annunci vengono premiati -PREMIUM LINKS – in termini di posizionamento (monitoraggio clickattirati/posizione)- Inserzionisti che  hanno pagato meno di altri potrebbero guadagnare la posizione   “premium” perchè hanno  ricevuto più click – in questo processo viene valorizzato l’aspetto democratico della rete  a favore dell’utente , ma resta ancora poco trasparente la logica per gli inserzionisti – perchè non è dato conoscere  quanto hanno pagato gli altri inserzionisti

C’è una notevole differenza nel valore di un adv –  tra il primo inserzionista (sponsored link) nella barra in alto e nella barra a destra (dove è scritto ke sono link sponsorizzati – più alta è la risoluzione dello scherzo, più è spostato a destra…)

Solo il 20% degli utenti riconosce il premium come link sponsorizzato – mentre nella barra destra tutti lo sanno che è pubblicità (80%)

VISIBILITà ONLINE

DEEP WEB : la parte nascosta dei motori di ricerca

  • la quantità di documenti censiti dai motori di ricerca è cresciuta di 17,5 volte negli ultimi 5 anni e continua ad aumentare, rendendo sempre più difficile guadagnare visibilità
  • competere sui contenuti significa  produrne in quantità e qualità adeguate

 

L’impatto dei motori di ricerca

  • meno del 20% degli utenti va oltre la prima pagina dei risultati
  • in caso di ricerca non soddisfacente, cambia query
  • l’attenzione si concentra sul cosiddetto triangolo d’oro (fonte Enquiro- did-it.com, Eyetools via ECNEXT 2004)

COME VENGONO USATI I MOTORI DI RICERCA

  • le ricerche sono effettuate mediante query (directory e ricerche avanzate sono poco utilizzate)

  • il 5 -10% delle query è MISPELLED (contiene un errore) anche dove ci sono errori – ci sono opportunità di risultati perchè cmq google ti dà delle pagine di risultato anke dove c’è l’errore (indipendentemenente dal “forse cercavi ….” correzione di google)

  • CRESCITA DELLE QUERY DI SERVIZIO (20-30%) cioè per abbraviare la ricerca

  • la frequenza dei termini è estremamente polverizzata e non sempre seguono grammatica e logica (gli utenti sono consapevoli della lingua dei computer usiamo molto di + keyword secche)

  • numero di termini per ricerca: diminuiscono le query fatte con 1o 2 parole e aumentano le query fatte con più parole. di fatto quello che succede è che gli utenti saranno quasi costretti ad approfondire la loro richiesta e l’importante è esserci quando approfondisco la ricerce – soddisfo una ricerca specifica e statisticamente ho più possibilità di uscire nei risultati

  • la ricerca avanzata non viene quasi per niente utilizzata

CENSIMENTO DELLE PAGINE

Le pagine dei siti vengono acquisite da un software (es. Spider di Google) che segue i link trovati visitando  periodicamente le pagine e aggiornando i database

E’ possibile che i risultati delle ricerche cambino da secondo in secondo – perchè la nostra query può finire su un server piuttosto che su un altro – la variazione è relativa anche al livello di aggiornamento dello spider .

Il censimento delle pagine è problematico o impossibile se:

  • URL NON STATICHE (es. contenenti il session_id) <anche se nel codice di programmazione si può chiedere a google di censire la pagina solo fino alla url principale> a volte il codice javascript per scrivere l’inidirizzo non consente la visibilità del link

  • TECNICHE GRAFICHE (flash)

  • PAGINE NON LINKATE O ALTRO

  • ESCLUSIONE DALLE PAGINE – robots.txt >quando entra nella root del sito, non censisce le pagine specifiche che abbiamo segnalato>

 

ELEMENTI DI LISTING

Il titolo viene preso in genere dal TAG TITLE (IMPORTANTISSIMO!!!!!!!)

deve essere unico per ogni pagina

La descrizione viene presa dai contenuti della pagina oppure dal metatag description

 

 

COME CONFIGURARE I MOTORI DI RICERCA

  • Struttura semplice del sito

  • contenuti-contenuti-contenuti (incrementali e distribuiti su pagine specifiche)

  • link-link-link (soprattutto quelli esterni) oltre le directory e i motori di ricerca

 

CRITERIO FONDAMENTALE: PARCELLIZZAZIONE – ATOMO DI CONTENUTO

  • le news per esempio devono essere tutte su pagine diverse
  • le pagine interne sono molto più importanti della home page
  • diventa sempre meno rilevante l’ingresso dalla homepage, e sempre più dalle pagine interne – il nostro sito non ha una sola porta di accesso
  • DOBBIAMO AVERE tantissimi contenuti = molte pagine su di me
  • è molto più utile avere un sito che parte da 50 paine e aggiunge 10 pagine a settimana piuttosto che un sito che parte con 100 pagine e si ferma (logiche di censimento dello spider)
  • CONTENUTI UTILI E INTERESSANTI

QUALI SONO I BISOGNI INFORMATIVI DELLE PERSONE??

LE AZIENDE HANNO LA NECESSITà DI METTERSI A DISPOSIZIONE DEI POTENZIALI CLIENTI

e possono offrire capitale di conoscenza che loro hanno già a disposizione al loro interno.

La rete permette di ottimizare queste informazioni, mettendole a disposizione e generando traffico di conseguenza

 

 

FALSI MITI

  • registrare il sito su 1000 motori di ricerca

  • mata-tags e trucchi per figurare in testa

  • utilizzo di software automatici

  • posizionamento su termini singoli

 

IN REALTà:

  • è importante figurare su tre motori di ricerca

  • i criteri di ranking non sono pubblici, sono diversi tra MDRe cambiano di freequente

  • l’attività va svolta manualmente

  • è opportuno lavorare su combinazione di termini

presentazione di Miriam Bertoli per SEMPO

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Ebbene, per qualsiasi professionista del marketing le fasi di progettazione e di monitoraggio dei risultati sono il succo del loro operare, la sostanza dentro cui si annida la qualità del loro lavoro. Lungi da me il voler sottostimare la fase di ricerca o qulla di implementazione delle strategie di marketing, ma ne disuterò in un altro post.

Per quanto riguarda il Social Marketing , la definzione del 1971 data da Kotler e Zaltman , indica l’utilizzo integrato di molteplici leve (marketing mix) come creatore di opportunità concrete affinché gli individui e le collettività scelgano in modo responsabile e consapevole comportamenti favorevoli alla tutela del benessere fisico, sociale e psicologico. I due autori sottolineavano però le diverse prerogative del Marketing commerciale – con cui si ricerca un vantaggio economico per chi vende – rispetto al marketing sociale, il cui obiettivo primario è ottenere un beneficio – sociale, di salute – per i destinatari del progetto.

Questa definizione, seppure risalente ai crepuscoli di un’età di rivoluzioni, è un valido filtro attraverso cui approcciare al nuovo Social marketing, questa volta legato alle nuove tecnologie e ad internet – che ha concesso a milioni di persone nel mondo di poter accedere a un’enorme fonte di informazioni, rendendo possibili connessioni e condivisione di conoscenza prima impensabili.

Il Social Media Marketing, è un modo per diffondere in maniera consapevole i tuoi contenuti attraverso i più vari Social Media che esistono sul web.

Ha in comune con il marketing tradizionale, la necessità di convertire visitatori casuali in potenziali clienti, lettori o advertiser, ma la metodologia usata è profondamente diversa.

Il Social Media Marketing è un tipo di marketing che non dà al consumatore la sensazione di essere oggetto di un invito a comprare qualcosa. Al posto di questa sgradevole sensazione, il Social Media Marketing fa leva sulla possibilità di offrire contenuti di valore o suggerimenti o ancora, contributo personale su argomenti di cui sei esperto e diffondere tutto ciò nella maniera più ampia possibile. In questo modo il brand si fa conoscere attraverso molti siti web, viene incrementato il traffico web e contemporaneamente si rafforza la reputazione .

Vi segnalo queste interessanti slides, messe online da Web Marketing Garden.

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